Recuperi

Recuperi

Recupero di relitti

GEOLOCALIZZAZIONE IN MARE, COMPETENZE SUBACQUEE E SICUREZZA AMBIENTALE

Safety-Sub è in grado di programmare e gestire ogni fase operativa, anche ai fini della tutela dell’ambiente marino.

Recupero di relitti

POSIZIONAMENTO DI PRECISIONE E ASSISTENZA ALLE OPERAZIONI SUBACQUEE

Un approccio multidisciplinare al recupero

Il recupero di un relitto richiede un approccio multidisciplinare che integra competenze idrografiche e subacquee, esperienza di sollevamento dei manufatti dai corpi idrici, organizzazione logistica e rigorose procedure di sicurezza. Safety-Sub opera da tempo in questo settore fornendo supporto tecnico ed operativo in tutte le fasi dell’intervento, dalla pianificazione preliminare, alla localizzazione, fino al recupero e al trasferimento del relitto in idonea area di smaltimento.

Pianificazione e fasi operative

Ogni operazione prende avvio con una ricerca preliminare, una ricognizione sul sito e un’ispezione subacquea (sia con ROV che con operatori) finalizzate a valutare le condizioni strutturali dell’unità naufragata, l’esatta posizione sul fondale, i punti di presa e le modalità del recupero più idonee. Sulla base delle informazioni raccolte viene sviluppato un piano operativo che definisce mezzi, attrezzature, personale specializzato e procedure di sicurezza sia tecniche che ambientali.

Le attività comprendono l’impiego di strumentazione oceanografica, ROV, operatori subacquei professionali, unità idrografiche, mezzi nautici di supporto, sistemi d’imbragaggio, attrezzature per il sollevamento e dispositivi di monitoraggio e per la prevenzione dell’inquinamento marino.

Ogni fase viene eseguita in coordinamento con le autorità marittime competenti e nel rispetto della normativa vigente, sia di sicurezza sul lavoro in mare, che in termini di prevenzione ed anti-inquinamento.

Tutela ambientale ed esperienza operativa

Particolare attenzione viene dedicata alla tutela dell’ambiente marino. Durante le operazioni sono costantemente monitorati eventuali sversamenti di carburanti, oli o altri materiali potenzialmente inquinanti, adottando tutte le misure necessarie per limitarne gli effetti e garantire il ripristino delle condizioni originarie del fondale ante naufragio.

Lo staff di Safety-Sub è composto anche da “dirigenti tecnici B.C.M.-SUB” e da operatori subacquei con esperienza in materia archeologica, ciò al fine di valutare anche l’aspetto del rischio bellico e archeologico.

L’esperienza maturata nelle attività di recupero consente a Safety-Sub di affrontare interventi complessi in mare, laguna e acque interne, assicurando elevati standard tecnici e rapidità operativa.

Recupero del motoryacht naufragato nel Golfo di Venezia

UN INTERVENTO INTEGRATO DI RECUPERO NAVALE E TUTELA AMBIENTALE

Contesto dell’intervento

Il recupero del motoryacht affondato a causa di un devastante incendio nelle acque antistanti il litorale di Cavallino-Treporti (Venezia), rappresenta un significativo esempio di gestione tecnica di un relitto navale in ambiente marino, a circa 20 metri di profondità.

Pianificazione e condizioni operative

L’intervento è stato sviluppato secondo una pianificazione operativa predisposta in conformità alle prescrizioni della Capitaneria di Porto, individuando una finestra meteo-marina caratterizzata da almeno tre giorni consecutivi di alta pressione e mare calmo, condizioni indispensabili per garantire la sicurezza delle operazioni di sollevamento.

Individuazione, ispezione subacquea e predisposizione per il recupero

La fase preliminare ha previsto la mobilitazione dei mezzi navali idrografici di supporto e del personale subacqueo specializzato. Fase seguita da un’approfondita ispezione del relitto. L’attività di verifica ha consentito di valutare lo stato di conservazione dello scafo dopo l’incendio e la permanenza sul fondale, individuando i punti strutturalmente idonei all’imbragaggio e definendo le modalità di distribuzione dei carichi durante il recupero.

Operazioni di sollevamento e gestione ambientale

Le operazioni subacquee sono state supportate dall’unità idrografica “ANNICA F.”, mentre il sollevamento è stato effettuato utilizzando un adeguato moto/pontone, dotato di gru con l’impiego di sistemi di imbragaggio progettati per garantire la stabilità del relitto durante tutte le fasi della movimentazione dal fondale verso la superficie.

L’esperienza maturata nelle attività di recupero consente a Safety-Sub di affrontare interventi complessi in mare, laguna e acque interne, assicurando elevati standard tecnici e rapidità operativa.

Contestualmente sono state predisposte panne galleggianti antinquinamento e un’unità dedicata al servizio di sicurezza antincendio, in conformità al piano operativo approvato.

Completato il collegamento degli imbraghi al gancio della gru, il recupero è stato eseguito mediante un sollevamento progressivo controllato, limitando le sollecitazioni sulla struttura danneggiata. Una volta riportato in superficie, il relitto è stato sottoposto allo svuotamento dell’acqua residua presente all’interno dello scafo, riducendone il peso per consentirne il caricamento in sicurezza sul pontone.

L’unità è stata quindi trasferita presso un’area autorizzata per le successive verifiche tecniche e le operazioni previste dalla normativa vigente in materia di smaltimenti.

Durante tutte le attività operative, la Guardia Costiera ha assicurato il coordinamento istituzionale e il monitoraggio ambientale, verificando costantemente e direttamente l’assenza di sversamenti di idrocarburi o dispersioni di materiali potenzialmente pericolosi per l’ecosistema marino.

Dal punto di vista tecnico, il recupero del motoryacht evidenzia l’importanza di un approccio integrato che coniughi conoscenze idrografiche e di geo-posizionamento di precisione, competenze subacquee, capacità di sollevamento, pianificazione logistica e gestione del rischio ambientale. L’efficacia dell’intervento è stata il risultato della collaborazione tra l’Autorità Marittima, il nucleo subacquei del Corpo delle Capitanerie di Porto ed un pool imprese specializzate delle Tre Venezia, confermando come il recupero di un relitto richieda esperienza, procedure consolidate, personale qualificato e l’impiego di mezzi specifici per operazioni offshore e costiere.